RICERCA APPLICATA

Transizione Agro-ecologica

Progetto PALMO (2015/2017)

Committente: Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR

Titolo completo: Piani di Adattamento Locale in ambito Montano Mediterraneo.
Percezione dei rischi connessi al cambiamento climatico e strategie di intervento per l’adattamento nelle comunità locali di Alpi e Appennini.

Le attività promosse dal progetto puntano all’individuazione di buone prassi, con cui indicare percorsi adeguati per sciogliere alcuni nodi emersi nell’ambito del processo istituzionale di approvazione della SNAC, in particolare dalla Conferenza Unificata delle Regioni e Province Autonome, avanzando a tal fine un insieme di procedure funzionali a supporto degli enti locali.

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha avuto un ruolo decisivo sulla promozione e diffusione di quanto espresso dalla procedura interistituzionale “Strategia dell’UE di adattamento ai cambiamenti climatici” COM(2013) 216, contribuendo in modo determinate alla realizzazione  della SNAC. Il documento vede come interlocutori principali i diversi enti di governo territoriali che dovranno confrontarsi, a seguito del trasferimento delle indicazioni strategiche nazionali a livello regionale e locale, con la stesura dei Piani di Azione Locale (PAL).

Dal 2017 i PAL rientreranno come elemento di condizionalità per l’accesso ai fondi della programmazione europea 2014-2020, che contempla già interventi ed azioni sulla tematica dei cambiamenti climatici. In questo contesto, le azioni del progetto mirano ad applicare la metodologia di redazione dei PAL, promossa per le aree urbane e condivisa in ambito europeo, in un ambito fortemente eterogeneo e peculiare quale l’area Appenninica. Il Progetto si pone così l’obiettivo di identificare buone prassi con cui tracciare percorsi adatti a sciogliere le problematiche evidenziate dalla Conferenza Unificata delle Regioni e Province Autonome al documento della SNAC. Le attività del Progetto saranno svolte in quattro differenti aree test, una alpina e tre appenniniche seguendo tre fasi:

Fase I – Identificazione e caratterizzazione delle aree caso studio

Questa fase è dedicata a circoscrivere all’interno delle aree prese in esame, una scala di indagine capace di indirizzare lo svolgimento di un’ analisi ispirata allo studio dei Sistemi Socio-Ecologici (SSE) e a caratterizzarne le principali componenti strutturali. L’ indagine riguarda l’individuazione e la raccolta di statistiche e informazioni concernenti la sfera ecologica, socio-economica e di governance. Lo studio conoscitivo prevede inoltre la consultazione dei principali documenti di supporto alla programmazione dei fondi strutturali (Analisi di Contesto, Valutazione Ambientale Strategica, indirizzi di policy per aree interne, etc.) e dei principali documenti di pianificazione territoriale predisposti a diverso titolo da differenti amministrazioni e enti preposti alla gestione di aree naturali protette.

Fase II  Indagine conoscitiva dei sistemi socio-ecologici

Scopo di questa fase è quello di arricchire l’analisi descrittiva della prima fase con informazioni di tipo qualitativo raccolte tramite lo svolgimento di indagini dirette. In modo particolare il metodo mira a identificare i diversi livelli di conoscenza dei differenti gruppi sociali, relativamente alla questione del cambiamento climatico, con l’obiettivo di identificare i diversi gradi di percezione dei rischi legati a questo fenomeno e gli impatti negativi che questo può causare alle comunità coinvolte nell’indagine. Per questa attività sarà pianificata una survey, che avrà l’obiettivo di cogliere il peso che determinati socio-culturali, socio-economiche e ambientali hanno sulla percezione dei rischi connessi ai cambiamenti climatici nelle differenti aree.

FASE III – Simulazione proposta e co-definizione dei PAL

Nella terza ed ultima fase progettuale è prevista l’attivazione di un processo di condivisione e revisione delle proposte presentate nella SNAC, che coinvolga differenti gruppi di esperti e interlocutori privilegiati delle comunità locali che, a vario titolo sono stati o saranno interessati, nelle attività di programmazione e implementazione degli interventi nei diversi contesti. Lo scopo è ottenere elementi con cui evidenziare i punti di forza, di debolezza, le opportunità e le minacce percepite dai territori montani, nella definizione di strumenti funzionali alla riduzione dei rischi connessi al cambiamento climatico. In particolare questo tipo di attività consentirà di acquisire un quadro conoscitivo, basato su un’ analisi empirica, con cui verificare in che misura gli interventi, cosi come predisposti nella SNAC, siano ritenuti percorribili e adatti a rispondere alle esigenze espresse dalle comunità locali. Dal punto di vista operativo, una volta definito un ranking di accettazione per le tipologie di intervento da parte degli stakeholder locali, si procederà a simulare la stesura di un PAL, con l’obiettivo di catalogare le principali tipologie di criticità che potrebbero verificarsi in una fase di programmazione e successiva realizzazione degli interventi previsti. A conclusione del processo, oltre all’ elaborazione dei risultati della simulazione, per ogni area sarà realizzata una prima bozza di PAL, mentre le informazioni raccolte trasversalmente alle diverse realtà caso studio saranno elaborate in un manuale operativo con cui agevolare la gestione del processo di realizzazione, monitoraggio e controllo dei PAL.

Obiettivo

  • Agevolare il decisore politico nella definizione di un chiaro quadro di azioni per promuovere l’adattamento dei sistemi montani mediterranei al cambiamento climatico.

Attività

  • Identificazione delle principali problematiche sito-specifiche legate al cambiamento climatico, anche mettendo in risalto le problematiche latenti i cui impatti saranno “visibili” solo nel medio-lungo periodo;
  • Revisione dello stato della conoscenza nell’ambito degli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi montani dell’appennino e delle alpi e sulle comunità in esse contenute e identificazione della base informativa necessaria per la redazione di un PAL;
  • Sistematizzazione delle procedure programmatorie relative alla attivazione di impegni finanziari inerenti diverse tipologie di fondi gestite da diversi enti/strutture di governo del territorio;
  • Simulazione e sperimentazione delle modalità di coinvolgimento ed attivazione di processi partecipati di co-decisione per definire un quadro sinergico di azioni per tutelare il benessere delle comunità.

Risultati attesi

  • Verificare come in differenti ambiti geografici, diverse connotazioni strutturali, socio-economiche e culturali impongano l’attivazione di modelli diversi di impostazione programmatoria;
  • Fornire una mappatura funzionale a regolare azioni di pianificazione di interventi pro adattamento in territori ampi che spesso interessano territori a cavallo di differenti amministrazioni e che coinvolgono diversi livelli istituzionali (regioni/provincie/bacini idrografici/unioni di comuni/parchi nazionali/aree protette);
  • Redigere proposte di linee guida propedeutiche all’attivazione di strategie locali di adattamento, cogliendo e catalogando le differenti opportunità e criticità legate al processo di armonizzazione di politiche, strumenti e strategie di intervento che già caratterizzano i piani del periodo di programmazione 2014/2020.

Documenti

 

Per Informazioni: info.palmo@cursa.it

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