Progetto CAR (2019-2020)

Committente: Regione Lazio

Titolo completo: Studio degli effetti della specie alloctona invasiva Caulerpa racemosa sui siti Natura
2000 e ripercussioni sull’attività di pesca

Le invasioni biologiche rappresentano oggi una reale emergenza ambientale e una delle principali cause di perdita di biodiversità su scala mondiale. I processi di colonizzazione di nuove aree geografiche da parte di organismi animali e vegetali negli ultimi anni hanno subito, infatti, un’accelerazione senza precedenti a causa delle attività umane, con ripercussioni di tipo
ecologico, socio-economico e sanitario. Nel Mediterraneo il numero di ritrovamenti di specie alloctone invasive è triplicato dal 1980, mentre è raddoppiato negli altri mari.

In questo contesto la rapida diffusione della Caulerpa racemosa var. cylindracea (J. Agardh
1873) sulla gran parte delle coste italiane ha rappresentato negli ultimi anni un problema
scientifico e pubblico in quanto sta provocando profondi cambiamenti nella struttura e nella
funzionalità degli ecosistemi costieri e danni su alcune specie ittiche di interesse commerciale
con conseguenti ricadute negative sull’attività di pesca.

Solo di recente è stato osservato che l’alga ha un effetto negativo diretto sui processi fisiologici
di alcune specie ittiche (Sparidi del genere Diplodus) che pascolano e si nutrono dei suoi talli.

Obiettivi

Il progetto CAR (CAulerpa Racemosa), prevede l’identificazione delle aree dove la Caluerpa racemosa è più abbondante, l’analisi degli impatti che l’alga aliena invasiva produce sugli ecosistemi marini e sulla popolazione di Diplodus e la successiva valutazione dei benefici ecosistemici legati alla sua rimozione.

Attività

Il progetto di articolerà in tre distinte fasi:
1. identificazione delle aree con abbondante presenza di C. racemosa ed analisi delle condizioni
ambientali che favoriscono la sua proliferazione;
2. analisi degli effetti sulla struttura e funzionalità degli ecosistemi e sullo stato di salute della
popolazione di saraghi;
3. studio a breve termine sulla capacità di recupero degli habitat interessati dallo studio a seguito
della rimozione e messa a punto di misure di gestione ad hoc per il mantenimento e il ripristino
della biodiversità all’interno dei due siti Natura 2000.

L’area scelta per svolgere lo studio è la zona costiera che si estende da Punta S.Agostino a Santa Marinella (Lazio settentrionale), all’interno della quale si trovano:

  • l’area SIC IT6000005 (Fondali tra Punta S. Agostino e Punta della Mattonara);
  • l’area SIC IT6000006 (Fondali tra Punta Pecoraro e Capo Linaro).

Le due aree sono state istituite per la presenza degli habitat 1120 (Praterie di Posidonia) e 1170 (Scogliere). All’interno dei due SIC si trovano inoltre praterie di C. nodosa, substrati rocciosi con associazioni di alghe fotofile e sciafile, nonché è stata osservata la presenza di Pinna nobilis e di Corallium rubrum.

PER SAPERNE DI PIU’
cursa@cursa.it