CURSA (pas)SAGGI – Ricerche e progetti

Il periodico CURSA (pas)SAGGI raccoglie una produzione di saggi e studi in progress che compongono la cosiddetta “letteratura grigia”: scritti compiuti, documenti operativi, temi di frontiera, come appunti e suggestioni, che i ricercatori e i collaboratori del CURSA scelgono di rendere visibili e fruibili per proporre uno spaccato sullo stato della ricerca e un confronto sui suoi possibili futuri percorsi di indagine.
Tutti i lavori pubblicati sono sottoposti a revisione con garanzia di terzietá (peer-review), secondo i criteri identificanti il carattere scientifico definiti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

DIRETTORE SCIENTIFICO: Giuseppe Scarascia Mugnozza

COMITATO REDAZIONALE: Stefano Banini, Emanuele Blasi, Rossella Guadagno, Federico Moresi, Stefano Damiano, Daniele Iannotta, Monica Bagli

COMITATO SCIENTIFICO: Piermaria Corona, Silvio Franco, Marco Marchetti, Davide Marino, Umberto Simeoni, Cristiana Fioravanti, Corinne Corbau, Emanuele Blasi

ISSN: 2284-4376

Le pubblicazioni sono scaricabili in formato PDF  
 

Anno 5 – n. 10 – gennaio/aprile 2019

IN USCITA

Autori: Marco L. Bianchini

In numerose situazioni il gestore, pubblico o privato, di finanziamenti per la ricerca non è lui stesso un tecnico del settore, e deve quindi rivolgersi a consulenti che provengono dall’accademia o da enti di ricerca per stimare ex-ante la qualità scientifica degli studi proposti, e ancor più per valutare ex-post i risultati ottenuti. Tuttavia, esistono forme di sostegno, specialmente nel campo dell’innovazione tecnologica, in cui la valutazione verte, più che sul merito scientifico delle azioni proposte, sulla loro rispondenza alle linee programmatiche stabilite (CE, 2009) e alla loro congruenza ai bandi. In questo secondo caso, il ricorso a esperti esterni non è sempre necessario, ma il meccanismo di valutazione delle domande non è sempre chiaro a priori, e il risultato finale del processo di selezione non è univocamente trasparente. Questo è in parte dovuto alla difficoltà, per un gestore senza competenze tecniche specifiche, di individuare i pesi da assegnare ai criteri di valutazione che, non avendo la medesima importanza oggettiva, non possono essere tutti trattati allo stesso modo con un semplice approccio qualitativo, quale ad esempio la presenza/assenza di un elemento di valutazione. Avendo questo problema in mente, si è pensato di costruire un algoritmo multivariato, basato su tre tipi di dati, che devono essere forniti dal proponente stesso…

Anno 4 – n. 9 – settembre/dicembre 2018

LE RELAZIONI FRA SISTEMI ECONOMICI E AMBIENTE: DALL’APPROCCIO NEOCLASSICO AL MODELLO BIOECONOMICO

Autori: (a cura di) Silvio Franco, Angelo Martella, Barbara Pancino, Eleonora Sofia Rossi

Questo volume rappresenta il risultato di un percorso che, attraverso la sintesi e la rielaborazione di diversi materiali di studio e di ricerca, tenta di delineare alcuni aspetti salienti delle complesse relazioni fra economia e ambiente.
L’obiettivo di questo esercizio è duplice. Da un lato, si è cercato di produrre un contributo che potesse essere utilizzato da studiosi e policy-maker per avere una visione globale delle basi scientifiche e degli approcci con cui possono essere affrontati i processi di indagine e di scelta che devono tenere conto delle implicazioni ambientali delle attività economiche. Dall’altro, i diversi contributi che fanno parte del volume sono stati organizzati in modo tale da poter rappresentare un supporto che possa avere una funzione di supporto didattico per studenti dei corsi di economia che affrontano tematiche relative agli impatti ambientali dell’attività economica.
Con riferimento a questo secondo aspetto, si è cercata di affrontare la trattazione delle relazioni fra economia e ambiente con una visione critica, evidenziando i limiti del paradigma ortodosso e proponendo un approccio caratterizzato da una più attenta considerazione delle caratteristiche degli ecosistemi e dei limiti che questi introducono alla domanda di risorse naturali da parte dei processi economici…

Anno 3 – n. 8 – Maggio/Luglio 2017

I PAGAMENTI DEI SERVIZI ECOSISTEMICI IN ITALIA DALLA SPERIMENTAZIONE ALL’APPLICAZIONE ATTRAVERSO IL PROGETTO LIFE+ MGN

Autori: (a cura di) Davide Marino, Angelo Marucci, Margherita Palmieri, Davide Pellegrino, Pierluca Gaglioppa e Rossella Guadagno

Il contributo presenta alcuni risultati del lavoro effettuato nell’ambito del progetto LIFE+ “Making Public Goods Provision the Core Business of Natura 2000” (LIFE+11 ENV/IT/000168, CUP B81H12000580004) finanziato dal fondo europeo LIFE+, e cofinanziatodal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Il progetto (www. www.lifemgn-serviziecosistemici.eu/ha preso le mosse dall’esigenza di fornire una risposta all’art. 8 della Direttiva Habitat (92/43/CE) in merito al finanziamento della Rete Natura 2000, ed ha avuto come obiettivo principale la definizione e l’implementazione di un modello di governante basato su meccanismi di Pagamenti per i Servizi Ecosistemici (PES) per la gestione dei siti agroforestali della Rete Natura 2000. Tale modello è stato sperimentato in 21 siti ricadenti nella Regione Lombardia (tra cui siti gestiti dall’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste), nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, Parco Nazionale del Pollino, Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello e nella Regione Siciliana. Nello specifico, dopo aver identificato i servizi ecosistemici più rilevanti, si è provveduto ad effettuare la quantificazione biofisica e quella economica quale base funzionale per la messa a punto di meccanismi di PES in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di conservazione dei siti e di migliorarne l’efficacia di gestione. Il volume presenta una descrizione dettagliata dei meccanismi di PES definiti nei siti di progetto fornendo degli spunti di riflessione per i decisori pubblici in risposta all’attuazione degli articoli 67 e 70 della legge 221/2015 che prevedono la diffusione, a livello nazionale, di strumenti di contabilità ambientale e di Pagamenti per i Servizi Ecosistemici ed Ambientali (PSEA)…

Anno 3 – n. 7 – Gennaio/Aprile 2016

CASI STUDIO DI IMPLEMENTAZIONE DELL’IMPRONTA AMBIENTALE DI PRODOTTO E DI ORGANIZZAZIONE (PEF/OEF) Osservazione di alcune aziende italiane in fase di attuazione della Raccomandazione Europea 2013/179/UE – Anno 2015 

Autori: (a cura di) Irma Cavallotti, Edoardo Bollati, Marta Ferreri, Alessandra cavalletti, Cristiano Bottone, Stefano Alini e Franco Cavazza

Gli impegni volontari delle imprese per la valutazione dell’impronta ambientale, finalizzati in particolare al calcolo della carbon footprint e alla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, stanno assumendo un ruolo sempre più significativo per il rafforzamento delle azioni previste dalle norme e dalle politiche governative nell’ambito del Protocollo di Kyoto e dal “Pacchetto Clima-Energia” adottato dal Consiglio dell’Unione Europea nel 2008. Nella logica dell’Environmental Footprint, attraverso l’analisi di casi studio condotti sia in ambito nazionale che internazionale, ci si propone di raccogliere informazioni relative a nuovi percorsi di misurazione e comunicazione legati all’impronta ambientale di Prodotto (PEF) e di Organizzazione (OEF) e quindi allo sviluppo sostenibile. Di seguito vengono riportati i casi studio di maggior rilievo implementati dalle aziende italiane RadiciGroup e Ilsa S.p.A. Lo scopo principale delle osservazioni che seguono è quello di fornire un supporto a future modalità di definizione di valori di benchmark, alimentare le banche dati esistenti ed implementare le linee guida tecniche PEFCR con indicazioni specifiche a livello di categoria di prodotto. Evidenziare ed analizzare i punti di forza e le criticità riscontrate durante il percorso può essere inoltre utile nel definire politiche nazionali di sviluppo ed incentivazione della metodologia PEF…

Anno 2 – n. 6 – Settembre/Dicembre 2015

Verso il Piano Socioeconomico della Riserva Naturale Monterano

Autori: (a cura di) PierlucaGaglioppa, Albertina Guarascio, Floriana La Viola, Débora Rocha, e Davide Marino

Il contributo ha come oggetto il percorso di costruzione del Piano di sviluppo socioeconomico del territorio di Canale Monterano, secondo un modello partecipativo. La normativa regionale stabilisce che in presenza di aree protette é necessaria la definizione di due diversi strumenti a scala locale: il Piano del Parco e il Piano Pluriennale Economico e Sociale. Il primo stabilisce i confini e localizza gli elementi del sistema ambientale, chiarendo i caratteri dell’area protetta e vincolandone l’uso, il secondo individua assi strategici di sviluppo per il territorio, partendo dalla presenza del parco come occasione in termini economici e sociali. La pubblicazione è organizzata come segue: nella prima parte sono restituiti gli esiti dell’indagine sui principali comparti produttivi del territorio di Canale Monterano, indagine condotta attraverso l’analisi dati territoriali socio economici. Nella seconda parte trova spazio la selezione delle possibili fonti di finanziamento regionali, nazionali e comunitarie per progetti relativi al territorio del parco, nella terza è restituito il percorso partecipativo finalizzato alla condivisione della conoscenza e alla definizione di strategie di sviluppo. Nell’ultima parte sono sintetizzate le principali criticità e i punti di forza per lo sviluppo del territorio di Canale Monterano…

Anno 2 – n. 5 – Aprile/luglio 2015

Ecosystem Services Assessment, Valuation and Market-based Approaches. What’s Going on in Protected Areas?

This report presents the results of the workshop “Improving Governance of Protected Areas through Payments for Ecosystem Services and other self-financing mechanisms”. The workshop was held at the conference “Little Sydney: Protecting Nature in Europe”, between May 28 and 31, 2015 in Hainburg-Donau, Austria. It includes brief summaries provided by the workshop speakers, invited contributions, as well as concluding remarks by the organizers of the conference. The report provides case studies that discuss participatory and site-based approaches to the valuation of ecosystem services, and highlights the opportunities and challenges related to the development of market-based mechanisms, including payment for ecosystem services schemes, that are established to specifically support protected areas and biodiversity conservation.

Anno 2 – n.4 – Gennaio/aprile 2015

Autofinanziamento e Aree Marine Protette

Autori: (a cura di) Davide Marino, Natalia Marzia Gusmerotti, Alessandra NastiContributi: Davide Marino, Natalia Marzia Gusmerotti, Alessandra Nasti, Anna Parasacchi , Paolo Pigliacelli, Elena Soffietti

Sintesi del lavoro condotto nell’ambito del progetto di ricerca Definizione di buone pratiche per l’autofinanziamento e lo sviluppo di progettualità da parte delle aree marine protette, promosso dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, e realizzato dal CURSA.
Il progetto ha permesso di trasporre nel contesto specifico delle aree marine protette italiane gli scenari di riferimento e il dibattito aperto sulle modalità di autofinanziamento dei parchi, verificando la situazione di partenza e individuando delle linee operative da seguire per l’attuazione di meccanismi di sostegno, in un’ottica di sostenibilità ambientale ed economica.
La pubblicazione parte dunque dall’inquadramento complessivo della tematica, descrivendo le principali forme di finanziamento delle aree protette, ovvero tutti quei meccanismi integrativi al contributo fornito dallo Stato. Si passa dunque alla definizione di cosa si intende per autofinanziamento, attraverso le risultanze ottenute dalle interviste condotte ai direttori delle aree marine protette italiane, che hanno permesso di contestualizzare fortemente le modalità di finanziamento, partendo dalle principali esperienze di carattere nazionale, condotte soprattutto in ambito di parchi terrestri.
La seconda parte del documento dà ampio spazio a una valutazione complessiva delle esperienze censite, attraverso l’individuazione di criteri e indicatori di carattere socio economico, utili in particolari agli enti preposti alla gestione. Vi è infine una ricostruzione critica della normativa esistente, applicabile ai meccanismi di autofinanziamento individuati, e la definizione di linee guida operative…

Anno 1 – n.3 – Settembre/dicembre 2014

Il cibo e la conservazione della biodiversità

Autore: Ambra Forconi

Il contributo indaga il rapporto tra conservazione della biodiversità, con particolare riguardo all’agrobiodiversità, e le strategie di valorizzazione delle produzioni locali. Le aree protette nel loro complesso rappresentano un ambito di grande rilevanza per sperimentare e costruire strategie di gestione delle attività agricole sostenibili, in grado di coniugare la conservazione della natura con l’educazione alimentare e ambientale e lo sviluppo di percorsi di valorizzazione del territorio. I
l quadro offerto si compone di un’articolata rassegna delle attività condotte nei Parchi Nazionali Italiani e in alcuni esperienze statunitensi…

Anno 1 – n.2 – Maggio/agosto 2014

Agricoltura, cibo, città. Verso sistemi socioecologici resilienti

Autori: (a cura di) Davide Marino e Aurora Cavallo
Contributi: Davide Marino, Aurora Cavallo, Benedetta Di Donato, Matilde Giaccherini, Rossella Guadagno, Davide Pellegrino.

Lo studio indaga il ruolo dell’agricoltura e del cibo nei fenomeni urbani, intesi come strumenti di ricomposizione delle relazioni tra servizi ecosistemici, tutela del territorio e del paesaggio, conservazione della biodiversità, innovazione, occupazione e l’inclusione sociale. Si colloca nel filone del paradigma coevolutivo, che pone entro un’unica dimensione analitica la sfera ecologico-ambientale e quella socio-economica e offre un approfondimento sulla resilienza dei sistemi urbani e sulle trasformazioni di quelli agroalimentari in ambito metropolitano, con particolare riferimento al caso Roma…

Anno 1 – n.1 – Gennaio/aprile 2014

Paesaggio e biodiversità. Percorsi d’integrazione negli strumenti di governo dei parchi nazionali

Autore: Aurora Cavallo (assegnista di ricerca, Università degli Studi del Molise – Dip.di Bioscienze e Territorio)

La complessità dei rapporti tra biodiversità e paesaggio, coinvolgendo istituzioni di scala nazionale, regionale e locale, configura la necessità di ripensare i modelli di governanceterritoriale nell’ottica di favorire il dialogo tra gli strumenti di pianificazione delle aree protette e quelli di pianificazione territoriale. Se i piani dei parchi nazionali, attraverso azioni di gestione e sviluppo, perseguono obiettivi di conservazione, le istituzioni in tema di pianificazione lavorano al coordinamento e all’integrazione delle diverse politiche di gestione del territorio.
Lo studio tenta di ricollocare gli strumenti di pianificazione dei parchi nella più ampia cornice della gestione dell’ambiente e della pianificazione del paesaggio…