Natura è Benessere, il progetto NèB tassello prezioso della Strategia sulla Biodiversità

Vivere in contatto con la Natura contribuisce a migliorare la qualità della vita: in tempo di coronavirus, è una necessaria riflessione da portare avanti. E vanno tutelati, soprattutto, i bambini e il loro futuro, sviluppando per loro strategie e azioni che possano rinsaldare il loro rapporto con la Natura.

In questo quadro, è importante mettere in evidenza che i risultati raggiunti nell’ambito del progetto “Nèb Natura è Benessere” – il cui obiettivo è quello di garantire ai bambini benessere fisico e psichico attraverso esperienze educative e di vita all’aperto – sono stati riconosciuti e inclusi nell’ultimo rapporto tecnico a supporto dello stato di attuazione della “Strategia Nazionale per la Biodiversità“, elaborato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sottolineandone anche il metodo sperimentale.

“Nel mondo il tema del rapporto tra Natura, tutela della biodiversità e salute è considerato di prioritaria importanza. Questo progetto per la salute e il benessere dei bambini indica che la direzione da noi intrapresa, anche molti anni prima di un sostegno istituzionale, è quella giusta: confidiamo che questa strada non venga più percorsa da viaggiatori solitari”, commenta Maurilio Cipparone, responsabile del progetto per il CURSA.

È ormai accertato, infatti, da numerose ricerche scientifiche internazionali, che biodiversità ed ecosistemi sani sono interconnessi con il nostro stato di salute, definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, non solo come assenza di malattie, ma come uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale.

Questo stato migliora sensibilmente grazie alla frequentazione non occasionale degli spazi verdi e con attività svolte in Natura.

In Italia il Ministero della Salute ha promosso, nel 2018, un progetto pilota denominato “Ambiente, clima e promozione della salute dei bambini, di cui l’Istituto Superiore di Sanità è stato coordinatore, in partenariato operativo con il CURSA e il Dipartimento Regionale di Epidemiologia del Lazio.

Il consorzio universitario CURSA ha interpretato lo svolgimento del progetto pilota applicando, in Italia, la strategia globale “Parchi Sani, Gente Sana” fatta propria dall’IUCN, che individua nell’ambiente naturale dei Parchi e delle Aree Protette lo scenario per recuperare il rapporto affettivo e educativo tra Natura e esseri umani e anche uno “strumento terapeutico” per prevenire e combattere molte patologie.

Seminari e conferenze per le famiglie, workshop e corsi di aggiornamento professionale per docenti e insegnanti della scuola dell’obbligo, ma anche specifici corsi di aggiornamento per gli operatori dell’educazione ambientale che lavorano nei Parchi e nelle Aree Protette: sono queste le attività messe in campo dal CURSA.

Nei percorsi formativi teorico pratici realizzati nei Parchi, il team di ricercatori e operatori del CURSA ha mostrato come anche le attività di animazione e educazione svolte in Natura hanno un ruolo nella prevenzione di patologie derivanti da stili di vita scorretti, nel contrastare le videodipendenze e quello che è stato definito il disturbo da “deficit di Natura”.

Migliorare il rapporto tra la qualità dell’ambiente in cui viviamo e la salute degli individui rappresenta una delle sfide che, a livello internazionale, le istituzioni hanno posto al centro delle proprie strategie politiche.

Soprattutto il nostro Paese, in considerazione della più alta ricchezza di biodiversità presente nel suo patrimonio naturale e paesaggistico, potrebbe rappresentare una delle aree in cui sperimentare nuovi modelli e paradigmi di interrelazioni tra uomo e natura, in una prospettiva di ecologia sistemica identificabile nel concetto “Natura è Benessere“.