Il progetto NèB – Natura è Benessere valorizzato al primo simposio internazionale su Salute e Cambiamenti Climatici

Dal 3 al 5 dicembre scorsi si è svolto a Roma, presso l’Istituto Superiore di Sanità, il primo simposio internazionale “Health and Climate Change”, in cui oltre 500 ricercatori provenienti da 30 paesi si sono incontrati per condividere importanti evidenze scientifiche e conseguenti raccomandazioni per contrastare i rischi dei cambiamenti climatici sulla salute umana.

Nel corso delle 22 sessioni del simposio, articolate per affrontare in maniera corale altrettanti temi, è stata elaborata una Carta Internazionale quale strumento d’indirizzo capace di suggerire azioni utili innanzitutto ai decisori politici, di far crescere la consapevolezza su queste tematiche cercando di porle al centro di tutte le agende.

In questo contesto così prestigioso, il progetto del CURSAAmbiente, Clima e Promozione della Salute dei Bambini”, in partenariato con l’Istituto Superiore di Sanità, il Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio e supportato dal Ministero della Salute, ha trovato ampio spazio di valorizzazione durante la sessione “Climate Change and Children’s Health”, presieduta dal coordinatore scientifico del CURSA, dott. Maurilio Cipparone, e dalla responsabile dello stesso progetto per il DEP Lazio, dott.ssa Paola Michelozzi. Ad ispirare le prime riflessioni dei partecipanti è intervenuta Diana Allen, responsabile del programma “Healthy Parks, Healthy People” del National Park Service negli USA. Si tratta, infatti, di una campagna internazionale che ha l’obiettivo di riconnettere le persone con la piacevolezza di fare attività all’aperto attraverso numerose e diversissime iniziative promosse negli oltre 400 parchi americani. La partecipazione della Allen, voluta fortemente dal CURSA e invitata dall’Istituto Superiore di Sanità, ha rappresentato un importante collegamento “transoceanico” alla campagna nazionale attiva in Italia, definita NèB – Natura è Benessere, che per la prima volta, dopo oltre un decennio di lavoro dal basso, è stata promossa a livello ministeriale. Una soddisfazione importante, questa, per lo scambio di buone pratiche, come quelle presentate dalla dott.ssa Angela Tavone del CURSA sotto il titolo “Nature: an important ally for children’s health”, in cui sono stati evidenziati i benefici psicofisici che le attività educative svolte a diretto contatto con la natura possono determinare per bambini e ragazzi. Il progetto “Piccole Guide di Natura e Cultura” è uno degli esempi che ha riscosso particolarmente successo presso gli studenti, gli insegnanti e le famiglie in termini di apprendimento, benessere psicofisico e relazioni sociali. Ciò è stato dimostrato dalla ricerca guidata dal prof. Giuseppe Carrus dell’Università di Roma Tre, Dipartimento di Processi Formativi e Culturali, insieme alla dott.ssa Sabine Pirchio dell’Univeristà Sapienza di Roma, Dipartimento di Psicologia Clinica, e presentata durante il simposio dalla dott.ssa psicologa Ylenia Passiatore dell’Università Roma Tre, la quale ha evidenziato risultati preliminari molto positivi degli effetti rigeneranti delle attività educative delle Piccole Guide sul loro senso di benessere quando sono connessi con la natura.

Il ruolo fondamentale delle aree protette per la salute delle persone è stato ulteriormente ribadito da un altro ospite del simposio, che il CURSA ha tenuto ad invitare, nel corso di una sessione intitolata “Blue and Green Space”. Infatti, il delegato spagnolo di Europarc Federation, dott. Carles Castell Puig, responsabile del servizio parchi della Catalogna, ha parlato dei “centri di salute naturale” quali sono i parchi in Europa, che rivestono un ruolo fondamentale per i cittadini, sia dal punto di vista sociale, sia per la salute, attraverso studi condotti nell’ambito della campagna internazionale “Healthy Parks, Healthy People”. In piena coerenza con quanto espresso da Castell Puig e particolarmente apprezzato dalla platea della sessione, l’intervento del prof. Stefano Panigutti, docente di matematica e scienze dell’IC XII di Latina, il quale, con la sua presentazione dal titolo “Labyrinth, a way to integration” ha portato in risalto lo straordinario lavoro svolto dai suoi studenti durante il progetto educativo “Piccole Guide di Natura e Cultura” al Parco Pantanello durante lo scorso anno scolastico. Imparare a conoscere le piante che caratterizzano la flora mediterranea, ideare in 2D e 3D del labirinto in cui le pareti sono fatte di piante, unire la mitologia alla matematica, la botanica alla letteratura, mettere le mani nella terra per piantare nuove vite sono solo alcune delle azioni svolte dagli studenti di Panigutti con molteplici risultati: attività fisica, divertimento, imparare facendo, compito di realtà, crescita di consapevolezza sui problemi ambientali (tra cui, i cambiamenti climatici) e proposta di soluzioni, integrazione e superamento delle barriere sociali, benessere psicofisico.

Inoltre, il simposio è stata un’occasione importante per valorizzare un altro lavoro scientifico nell’ambito del progetto “Ambiente, Clima e Promozione della Salute dei Bambini”, curato da alcuni membri del Team Rete DNA del CURSA, dott. Fabio Collepardo Coccia, dott. Federico Cipparone e dott. Emanuele Pantone, i quali, in collaborazione con colleghi del Servizio di Formazione dell’ISS, del DEP Lazio e della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, hanno realizzato un poster dal titolo “NèB – Nature is Wellbeing. Promoting children’s health: the e-learning course for health care professionals”. Nel lavoro si evidenziano gli obiettivi e i primi positivi risultati del corso di formazione a distanza attivato dall’Istituto Superiore di Sanità volto ad accrescere le conoscenze e le competenze degli operatori del servizio sanitario nazionale, soprattutto pediatri, sul disturbo da “deficit di natura”, mediante un approccio “problem-solving”.

I bambini e i ragazzi sono più vulnerabili rispetto ai cambiamenti climatici, perché alcuni organi e apparati come per esempio l’apparato respiratorio o il sistema di termoregolazione sono ancora in via di sviluppo e perché è, in generale, ancora in corso lo sviluppo fisico, mentale e cognitivo. Per questo è fondamentale pianificare e diffondere azioni di sistema – come vuole fare il progetto NèB – dedicate appositamente alle loro esigenze, per promuovere lo sviluppo psicofisico a diretto contatto con la natura e accrescere, allo stesso tempo, il rispetto per le risorse naturali e la consapevolezza del loro uso sostenibile quale antidoto ai cambiamenti climatici.